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Pensionati ex INPDAP all’estero: inammissibile il ricorso APICEC sulla tassazione

today3 de Agosto de 2026 2

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La Corte di giustizia tributaria di primo grado di Roma chiude il giudizio per ragioni processuali senza entrare nel merito. Giuseppe Bucceri: «Ulteriore amarezza e delusione».

La Corte di giustizia tributaria di primo grado di Roma ha dichiarato inammissibile il ricorso promosso da un gruppo di pensionati ex INPDAP residenti all’estero sulla tassazione italiana delle pensioni. La decisione del 30 gennaio 2026 chiude il primo grado per ragioni processuali, senza esaminare nel merito la richiesta di ricevere il trattamento pensionistico al lordo delle imposte italiane.

In sintesi

  • Il ricorso: è stato promosso attraverso APICEC da pensionati ex INPDAP iscritti all’AIRE e residenti in diversi Paesi esteri.

  • La decisione: ha dichiarato l’azione inammissibile per ragioni processuali e per la genericità delle domande formulate.

  • Il merito: della diversa tassazione applicata agli ex dipendenti pubblici residenti all’estero non è stato esaminato.

  • La posizione di APICEC: resta critica rispetto alla disparità di trattamento denunciata dai ricorrenti.

Il ricorso APICEC dei pensionati ex INPDAP residenti all’estero

L’iniziativa era stata avviata circa dieci anni fa da Giuseppe Bucceri, presidente di APICEC e segretario del COMITES della circoscrizione consolare di Arona, con il supporto dello Studio Legale Scafetta di Roma.

Il ricorso chiedeva il riconoscimento del diritto a percepire la pensione al lordo delle imposte italiane, come già previsto — a determinate condizioni — in Paesi quali Tunisia, Senegal, Cile e Australia.

I ricorrenti, pensionati iscritti all’AIRE e residenti in diversi Paesi esteri, sostenevano che il regime applicato agli ex dipendenti pubblici determinasse una disparità di trattamento rispetto ai pensionati provenienti dal settore privato, anche alla luce delle convenzioni contro le doppie imposizioni.

Perché la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile

Con la decisione pronunciata il 30 gennaio 2026, la Corte ha ritenuto che l’azione proposta non fosse lo strumento processuale idoneo. La sentenza ha inoltre rilevato la genericità delle domande formulate, tale da non consentirne l’esame.

La pronuncia conclude quindi il giudizio di primo grado senza valutare la fondatezza delle questioni sollevate dai ricorrenti. In particolare, non affronta il merito del diverso regime fiscale applicabile ai pensionati ex dipendenti pubblici residenti all’estero.

Giuseppe Bucceri: «Pensionati ex INPDAP trattati come cittadini di serie B»

«Ancora una volta — dichiara il presidente Giuseppe Bucceri — molti pensionati ex INPDAP residenti all’estero continuano a sentirsi cittadini di serie B. Riteniamo che permanga una disparità di trattamento che penalizza chi ha scelto di vivere fuori dall’Italia.»

Addizionali regionali e comunali per i residenti all’estero

«A ciò si aggiunge un’altra anomalia: pur non usufruendo dei servizi degli enti locali italiani, molti pensionati residenti all’estero continuano a pagare le addizionali regionali e comunali riferite al Lazio e a Roma, in quanto il domicilio fiscale viene ricondotto alla sede legale dell’INPS. Una situazione che riteniamo profondamente ingiusta.»

Rientro dei pensionati in Italia e politiche fiscali

«La domanda che mi pongo — prosegue Bucceri — è se si voglia davvero incentivare il rientro dei pensionati in Italia. Se così fosse, sarebbe opportuno adottare politiche fiscali più attrattive, come già fanno diversi Paesi, che considerano i pensionati una risorsa economica e sociale. Molti italiani residenti all’estero potrebbero rappresentare un’importante opportunità per il nostro Paese, anziché sentirsi spinti a cercare altrove condizioni più favorevoli.»

Bucceri valuta di proseguire la battaglia

«Personalmente — conclude Bucceri — valuterò di proseguire da solo questa battaglia, che per me non è ancora chiara, e contestualmente presenterò richiesta di cittadinanza spagnola. Ritengo che non sarò il solo a prendere in considerazione questa scelta, dettata non da una mancanza di amore per l’Italia, ma dalla necessità di trovare un sistema che garantisca maggiore equità. Sarebbe una perdita non solo economica, ma anche umana e di appartenenza per il nostro Paese.»

 

Scritto da: Angelo Ferro

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